lunedì 11 agosto 2014


"People often tell me that all my leading characters are so-called marginals and outsiders, but I always felt that a figure like Kaspar Hauser was not an outsider. He is at the centre; he manages to retain his unblemished human dignity while everyone around him seems to be so hideously conditioned. These people, transformed as they are into domesticated pigs or members of bourgeois society, are the bizarre ones, not Kaspar. People often say I am a marginal and eccentric filmmaker. When you look at my films you see there is absolutely nothing eccentric about them. When you sit three feet away from me do you see anything eccentric, do you?
No, Werner, absolutely not.
I am dead centre. In comparison to me, all the rest are eccentric. Aguirre, Fini Straubinger, both Stroszek and Kaspar Hauser, they all fit into this pattern. So do Walter Steiner, Hias in Heart of Glass, Woyzeck, Fitzcarraldo, the aborigines of Where the Green Ants Dream and the people we found in the desert who appear in Fata Morgana. Even figures like Reinhold Messner, Jean-Bedei Bokassa, Nosferatu and even Kinski himself, or the 'minor' characters like Vladimir Kokol in Land of Silence and Darkness, who can connect with the world only by bouncing a ball off his head and clutching a radio to his chest, much like Kaspar Hauser, who plays with his wooden horse when he is imprisoned in his cellar. Whether they 
he hallucinating soldiers or the deaf and dumb or dwarfs they are not freaks. These people are not pathologically mad; it is society that is mad."


Herzog on Herzog edited by Paul Cronin

lunedì 4 novembre 2013

 
Vieni ancora a trovarci qualche volta: a casa non c'è mai nessuno tranne noi e noi non abitiamo più qui.
Andre Dubus

venerdì 1 novembre 2013

La chinoise



"Un rumore di chiavi mi avvertì che Jean-Luc [Godard] era tornato. Infilai rapidamente uno dei vestitini che mi aveva regalato qualche settimana prima, legai i capelli in una coda di cavallo e mi precipitai incontro a lui. Poi mi fermai, colpita dall'espressione addolorata sul suo viso.
«I cinesi dell'ambasciata hanno detestato il film. Mi hanno detto che non capisco niente del loro paese, della loro rivoluzione, niente del Libretto rosso. Mi hanno detto pure che il mio film è l'opera di un cretino reazionario e che se ne avessero facoltà mi impedirebbero di intitolarlo La cinese. Insomma, per poco non mi hanno sbattuto fuori» disse con voce funerea." 

Anne Wiazemsky, Un anno cruciale, e/o

mercoledì 1 maggio 2013

lunedì 25 febbraio 2013

venerdì 25 gennaio 2013



"Anche al di fuori della Germania e dell'Austria vi furono persecuzioni, emarginazioni, statuti di inferiorità, addirittura massacri. Ma non si è visto, nello stesso momento, un progetto millenarista e purificatore fondato sulla religione del sangue. Queste premesse, il millenarismo, la demonologia, il culto del sangue dimostrano a sufficienza che non ha senso considerare la shoah come un frutto della nostra modernità. Perché la religione nazista del sangue è del tutto opposta al logos greco, rinascimentale e illuministico. Essa è antirazionale, antiliberale, antiumanista. La shoah è stata un'impresa religiosa e millenarista di purificazione del mondo e di ritorno alla verginità attraverso il sangue in vista della fine dei tempi dopo il Reich lungo mille anni. Questa visione mistica, magica e medievale è agli antipodi del mondo moderno, ne è addirittura la negazione radicale."

Georges Bensoussan, L'eredità di Auschwitz  (Einaudi)