mercoledì 5 agosto 2009

Il Dio delle piante


Tutto nella pianta fermenta e ribolle sotto l'azione della luce; nella luce essa si infiamma d'un superiore sentimento della propria esistenza, nel mentre, al contempo, si rende conto dell'effetto su di sé di qualcosa di superiore. Essa, mentre guarda il sole, contempla faccia a faccia il suo Dio nella pienezza del Suo splendore. Il sole è un raggiante occhio di Dio, cui la pianta si rivolge e con cui il suo Dio le restituisce lo sguardo. Hegel nella sua Filosofia della natura fa questa bella osservazione: "Se di sera si entra da levante in un prato pieno di fiori, non si vedono che pochi fiori, o forse nessuno, perchè tutti i fiori sono volti verso il sole; guardando da ponente, tutto è una pompa di fiori. Anche di buon mattino, venendo da levante, non si vede alcun fiore. Solo quando il sole si fa sentire, i fiori si volgono ad Oriente". Non è forse come se i fiori del prato compissero in comune il servizio divino del vespro e poi si addormentassero col viso ancora rivolto a Dio? Ma Dio vuole che essi ottengano sempre nuova gioia nel cercarlo e nel contemplarlo. Perciò Egli di notte si ritira nascostamente dietro di essi e al mattino presto li sveglia e domanda loro: dove sono? E ogni fiore volge il suo capo sino a che Lo abbia di nuovo trovato e per tutto il giorno si protende alla Sua immagine.

(Gustav Theodor Fechner, Nanna o L'anima delle piante, Adelphi)

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